Come funziona la fiducia sul lavoro

Come costruire la fiducia nei gruppi di lavoro

La mia palestra di management del primo mercoledì del mese si chiama Managers'Cafè (descrivo il format in questo articolo).
Dall'appuntamento di febbraio ho imparato due cose:

  • dare un nome alle emozioni è difficile;
  • esiste una strategia aziendale conosciuta come Job Rotation che può essere utilizzata per costruire fiducia tra team.

Monica e Daniela presentano il tema della serata nella newsletter di invito qualche settimana prima dell'appuntamento. E il racconto del caso studio sul quale avremmo dovuto lavorare quella sera parla di 2 team: uno che si occupa di ricerca e sviluppo e uno che opera alla prototipazione del prodotto.

Sinceramente? Non pensavo fosse un argomento di mio interesse. Io, libera professionista, collaboro con vari team di altri freelance, ma non ci sono a diretto contatto quotidianamente.

Decido in ogni caso di partecipare, perché l'attegiamento di fiducia è importante a diversi livelli nella vita: sia nel lavoro sia nei rapporti interpersonali. Penso che sicuramente "imparerò qualcosa di buono e utile!".

La fiducia non è unidirezionale.

La fiducia è composta da due componenti: una razionale "di testa" e una emotiva "di pancia".
È un aspetto sociale importante che va ad influenzare il pensiero politico, sociologico, religioso, l'economia, la comunicazione, i rapporti di compravendita e moltissimi altri aspetti della nostra vita.
Ma soprattutto, la fiducia non è a senso unico. Ed è per questo che Monica e Daniela ci hanno aiutato a conoscerla nel profondo.

Come funziona la fiducia?

La Fiducia è formata da componenti Hard e componenti Soft.
Non perché le prime siano più importanti delle seconde, ma perché quelle Hard appartengono alla ragione e per lavorare sulla sfera razionale è richiesto più impegno, motivazione e azione.
Quelle Soft appartengono alla sfera della psiche. Non è richiesto impegno e l'intenzione di lavorare su di esse, ma acquistano una valenza positiva se si creano delle condizioni favorevoli e atte al benessere delle persone.

Le componenti Hard e Soft della fiducia

Nell'immagine sopra: Le Componenti della Fiducia individuate da Monica Malavasi e Daniela Anderluzzi di Formazione Network.

Durante la prima parte della palestra di management, divisi in gruppi, abbiamo risposto a due quesiti:

  1. Quali sono i pensieri e le domande che ci poniamo quando non abbiamo fiducia di qualcuno?
  2. Come ci sentiamo? Che emozioni proviamo di fronte a tale atteggiamento di sfiducia?

Durante questa attività ho constatato che dare un nome alle amozioni è molto difficile.
Tu che stai leggendo, prima di proseguire, prova a fare la stessa cosa. Non ti rubo molto tempo. Pensa a come ti sentiresti nel caso in cui ti mancasse la fiducia in un team o in una persona con la quale devi collaborare ma che credi non sia all'altezza delle aspettative richieste.
Quali sono i tuoi pensieri? Come ti senti?

 

Confrontandoci insieme, siamo riusciti a tracciare il profilo emozionale di un gruppo che non si fida delle capacità altrui nel perseguire le richieste date (il contrario del primo quadrate delle componenti hard). Esso vive emozioni prettamente negative e per niente costruttive poiché è preoccupato e presunzioso e prova paura, frustazione, amarezza, delusione e rabbia.
Un notevole contributo è stato dato da una partecipante che traduceva in modo impeccabile gli stati d'animo che nominavamo quasi a brainstorming. Io ero basita.
La differenza tra un sentimento e un altro è piccolissima, ma ogni termine delinea connotazioni diverse. E la mia sorpresa non era per la ricchezza del suo vocabolario, ma per la sua capacità di comprendere e riconoscere i tratti distintivi di un'emozione rispetto ad un'altra.

Tu come te la cavi a distinguere le emozioni?
Io devo allenarmi meglio.

Che azioni utilizzare per costruire un rapporto di fiducia?

Durante la seconda attività, sugli elementi di sfiducia di un altro gruppo, siamo stati invitati ad individuare delle azioni che secondo noi permettono la costruzione di un rapporto di fiducia.
Stavolta abbiamo ragionato sul secondo aspetto Soft: il rispetto per la sicurezza psicologica altrui.
E in questa seconda fare ho scoperto che esiste, e nelle organizzazioni più grandi si applica, la Job Rotation. Si tratta di una strategia aziendale che prevede lo spostamento dei dipendenti in settori diversi per consentire loro di conoscere l'intero processo produttivo e per consolidare le relazioni umane.
Per il nostro specifico caso abbiamo creduto fosse più efficace applicare una "semplice" condivisione degli spazi di lavoro per un tempo limitato al fine di non sottovalutare e prendere per scontato il lavoro altrui. Così facendo si andrebbe a prevenire i pregiudici e i giudizi negativi.

Al di là di quello che ho imparato e che magari per te è scontato.
Ti chiedo: i tuoi clienti si fidano ciecamente di te? O dovresti anche tu riservagli un posto alla scrivania o ad una macchina professionale per illuminarli? 

Per concludere, le logiche che innalzano la fiducia tra il capitale umano nelle organizzazioni, sono le stesse anche per i professionisti. Si basano sulla creazione di strategie rivolte al benessere del prossimo, colleghi, collaboratori e clienti, che a loro volta  potranno contraccambiare la loro fiducia nei nostri confronti. E se vuoi rendere il mondo globale più glocal, i contenuti sono una leva che il professionista può usare al fine di creare rapporti sani e duraturi. 

Cosa ne pensi?
È un argomento da approfondire, vero?
Raccontamelo su whatsapp, telegram, per mail o suoi social.

Se vuoi vedere l'apporto al tema dato da tutti i gruppi, leggi l'articolo di Daniela e Monica, conduttrici e ideatrici del format Managers'Cafè.

 

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